Max Verstappen ha vinto il Gran Premio degli Stati Uniti che si è disputato ieri sera presso il Circuit Of The Americas, sede del diciassettesimo appuntamento iridato dell'annata in corso. Per l'olandese si è trattato del diciottesimo successo in carriera, l'ottavo stagionale. Il pilota della Red Bull è stato autore di una gara impeccabile sotto ogni punto di vista, ad eccezione della partenza nella quale è stato sopravanzato da Hamilton all'interno della curva 1. Il pluri campione del mondo si è preso la leadership provvisoria della corsa, dettando il passo per le prime dieci tornate. Con le mescole medie, l'attuale leader del mondiale ha mantenuto un distacco sempre intorno al secondo dal rivale, a testimonianza del fatto che fosse più veloce con quella specifica di pneumatico. Con un gap così ravvicinato, all'undicesimo giro il muretto di Milton Keynes richiama ai box il proprio pilota di punta per provare ad effettuare un undercut ai danni del sette volte campione del mondo. Con gomme dure nuove, Max rientra in pista e fa segnare subito un parziale record nel secondo intermedio e sopravanzando subito la McLaren di Ricciardo. A questo punto, la Mercedes dovrebbe reagire alla mossa della Red Bull richiamando Lewis ai box per non perdere la posizione a favore dell'acerrimo rivale. Hamilton, invece, prosegue sentendo ancora una buona aderenza con le medie usurate e gli strateghi di Stoccarda non si impongono nel richiamarlo ai box. Questo è stato il momento decisivo della gara, con l'errore strategico della Mercedes che ferma il proprio pilota di punta al quattordicesimo passaggio, ben tre giri in ritardo. Quando il britannico rientra in pista successivamente alla sosta ai box, si ritrova alle spalle di Verstappen di 6.9 secondi, un distacco non indifferente. Con coperture più fresche, il campione del mondo in carica comincia a guadagnare pochi decimi al giro sul leader della corsa ad ogni passaggio sino a ridurre lo svantaggio a tre secondi al trentesimo giro, nel quale il team anglo-austriaco richiama ai box l'olandese per il secondo pit stop della corsa. Con questa mossa strategica, la Red Bull si è coperta da un possibile undercut del costruttore di Stoccarda ma allo stesso si è presa un rischio, dato che Hamilton avrebbe potuto tentare l'azzardo di concludere il gran premio con quel set di pneumatici tentando di gestire i 17.4 secondi di margine del rivale al titolo. Sette giri più tardi, anche l'inglese effettua la seconda sosta montando la medesima specifica di pneumatici del suo rivale. Dal trentottesimo passaggio sino al calare della bandiera a scacchi, la corsa diventa una gara di qualifica tra i due duellanti alla corsa all'iride ed è qui che Verstappen dimostra quanto sia intelligente dal punto di vista della visione gara. Sapendo del fatto che Hamilton con le gomme meno usurate lo avrebbe agguantato verso il finale della gara, il ventiquattrenne di Hasselt ha gestito perfettamente gli pneumatici senza accentuarne il degrado forzandone il ritmo, in modo da aver ancora performance nelle battute conclusive e tenere distante il pilota di Stevenage. A cinque tornate dal termine, il distacco tra i due è di 1.3 secondi e si mantiene costante sino al traguardo, a testimonianza di come Lewis fosse si più veloce, ma allo stesso tempo la gestione dell'usura delle coperture di Max ha consentito all'alfiere della Red Bull di avere sempre la situazione sotto controllo evitando un crollo prestazionale delle coperture C2. Nella tabella sottostante, analizziamo il ritmo gara dal 38° al 56° passaggio dei due contendenti all'iride.
| GIRO | VERSTAPPEN | HAMILTON |
| 38 | 1:40.077 | 2:00.017 |
| 39 | 1:40.687 | 1:40.304 |
| 40 | 1:39.955 | 1:39.668 |
| 41 | 1:40.374 | 1:38.485 |
| 42 | 1:40.216 | 1:38.808 |
| 43 | 1:40.207 | 1:39.781 |
| 44 | 1:39.661 | 1:39.229 |
| 45 | 1:39.564 | 1:39.025 |
| 46 | 1:39.509 | 1:38.892 |
| 47 | 1:39.138 | 1:38.807 |
| 48 | 1:39.226 | 1:38.845 |
| 49 | 1:39.102 | 1:38.923 |
| 50 | 1:39.238 | 1:38.878 |
| 51 | 1:39.425 | 1:39.601 |
| 52 | 1:39.096 | 1:39.265 |
| 53 | 1:39.519 | 1:39.170 |
| 54 | 1:39.806 | 1:39.423 |
| 55 | 1:40.282 | 1:39.962 |
| 56 | 1:39.668 | 1:40.122 |
Alle spalle del dei due protagonisti assoluti della stagione in corso, si sono classificati Perez e Leclerc, rispettivamente terzo e quarto. Il messicano della Red Bull ha conquistato il quarto podio stagionale, il secondo consecutivo dopo quello di Istanbul. La sua gara però è stata contraddistinta in negativo dal primo pit stop lento e dallo stint centrale con pneumatici a mescola media, un compound che si è rivelato soggetto a un gran degrado con conseguente calo della performance rispetto a quello più duro portato dalla Pirelli per la tappa statunitense. Il trentunenne di Guadalajara ha accusato un considerevole distacco dal duo di testa in questa fase della gara, e conseguentemente ha pensato a gestire monoposto e pneumatici duri nel terzo long run della corsa. Fase conclusiva che ha visto il monegasco della Ferrari, autore di un'ottima prova in termini di passo gara soprattutto, spingere per provare a ricucire il gap da Checo chiudendo a sei secondi dalla terza posizione. Va comunque sottolineato che il qpilota della Scuderia di Maranello ha chiuso a 52 secondi di distacco dal vincitore, il che significa che mediamente la SF21 è stata 9 decimi al giro più lenta della RB16B di Verstappen e della Mercedes W12 E Performance di Hamilton nell'arco dei 56 giri della distanza di gara. Quinto Ricciardo, autore di una gara consistente e in netta crescita dal rientro dalla pausa estiva, dopo una prima parte dell'annata complicata. L'australiano della McLaren ha colto il quarto piazzamento nei primi cinque nelle ultime sei gare, a testimonianza del suo miglioramento alla guida della MCL35M. L'apporto del trentaduenne di Perth è di fondamentale importanza in questa fase della stagione, dato i punti che separano la scuderia di Woking dal Cavallino Rampante sono solo 3.5 nella battaglia alla terza posizione nel mondiale costruttori. Il fine settimana statunitense ha sorriso maggiormente alla Ferrari dato che alle spalle di Bottas, sesto, Sainz ha preceduto l'altra McLaren, quella di Norris. I due ex compagni di squadra hanno chiuso rispettivamente in settimana e ottava posizioni, con lo spagnolo che nelle battute conclusive è stato sopravanzato dal finnico della Mercedes. La battaglia tra le due storiche rivali ha infiammato il via del gran premio, dato che i rispettivi piloti sono stati in bagarre per tutto il primo giro. Tsunoda, nono con l'AlphaTauri, e Vettel, decimo, hanno completato la classifica dei primi dieci. Il tetra campione del mondo dell'Aston Martin ha sfruttato l'errore di Raikkonen, a poche tornate dal traguardo, finito in testacoda alla curva 7 mentre era in zona punti. Il finnico dell'Alfa Romeo si è classificato tredicesimo alle spalle del suo compagno di squadra Giovinazzi e l'altra AMR21, quella di Stroll. Le Williams, Russell 14° davanti a Latifi, e la Haas, Schumacher 16° seguito da Mazepin, hanno completato la classifica. Fine settimana da dimenticare per l'Alpine. Sia Alonso sia Ocon sono stati costretti al ritiro per il cedimento dell'alettone posteriore su ambedue le vetture.

